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Italy
Fossi
Fossi
Verificato da Pinna Nobilis Divers Club
Come arrivare
LNG 12.47222 / 12° 28' 19"
Tipi di immersione
Acqua
Località
Comune
Nazione
Giudizio della community





Diving associati a questa immersione
Descrizione fornita dal diving Pinna Nobilis Divers Club
(Dal racconto di un subacqueo) Il mare di Biscione e’ piatto e le numerose barche al largo mi fanno capire che sara’ una bella e tranquilla immersione. Punto prescelto per l’immersione un gruppo di fossi profondi circa 3 metri molto ampi e frastagliati che interrompono un fondale di prateria di posidonia intorno ai 13 metri ad un miglio dalla costa. Dopo pochi minuti raggiungiamo la verticale del primo fosso e calcolata la corrente (molto leggera) stabiliamo di visitarne almeno due con bussola direzione 010 gradi. Tutto va lisco come il mare in quel momento, l’unica nota dolente e’ non avere la videocamera, in assistenza per un malfunzionamento del gruppo comandi dello scafandro. Entrata in acqua, discesa lungo la cima dell’ancora ed eccoci sull’orlo di una piccola parete alta circa 2 metri. Scendiamo ed iniziamo a guardare dentro i tantissimi affranti. La luce delle nostre torce illumina composizioni di spugne gialle e rosse, pareti tapezzate di piccole margherite, qualche spirografo ed ecco avvistati i primi due saraghi fasciati che cercano riparo dai nostri occhi indiscreti. Attraverso un breve letto di sabbia incrociando il percorso di un tordo, e seguendo la sua rotta identifico un piccolo cerniotto che va a spasso tra in buco e l’altro. Mi avvicino cosi’ all’altra paretina e individuo una fenditura alla base della roccia alta circa mezzo metro e abbastanza larga. Speravo di trovare cio’ che cercavo e cosi’ e’ stato: un’aragosta faceva bella mostra di se’ in fare altezzoso come per dire: “qui e’ casa mia!”. Ci avviciniamo per giocarci un po’, riusciamo a stendere le braccia fino a raggiungerla e lei, invece di indietreggiare, ci viene incontro! Qualche piccola carezza e poi la lasciamo per continuare il nostro percorso. Nei 20 minuti seguenti facciamo conoscenza con qualche mustella, altri saraghi in gruppo, una vacchetta di mare, alcuni ricci matita, una di quelle stelle marine ricoperte di punte e quando alzo la testa, vedo sciami di castagnole e salpe a controllarci dall’alto. Decidiamo di recarci al prossimo fosso, abbiamo ancora aria in abbondanza nei nostri 18 lt. e sorvoliamo una distesa di anemoni che con le loro punte viola/blu piegate dalla leggera corrente sembravano indicarci la direzione. Dopo qualche minuto raggiungiamo l’orlo del prossimo fosso. Pinneggiando a pochi centimetri dal suolo sembra di raggiungere l’orlo di un precipizio, ma sappiamo che saremmo caduti in altri 3 metri di vita. Ma naturalmente non sappiamo quale tipo di vita avremmo incontrato e quello che mi appare agli occhi mi toglie il respiro per qualche attimo: appena oltrpassato l’orlo abbastanza da poter vedere sotto scorgo delle forme romboidali large circa almeno un metro appoggiate sul letto di sabbia… cerco di mettere a fuoco e distinguo nettamente le loro teste pronunciate e i pungiglioni alla coda. Ripasso mentalmente le mie poche conoscenza di biologia marina e non ho piu’ dubbi: ci siamo imbattuti in un gruppo di 6-7 aquile di mare! Appena accortesi della nostra presenza si alzano dal fondo e sbattendo le loro ali si dirigono in direzioni diverse. Io sono ancora pietrificato nel mio punto di osservazione e riesco soltanto a girare la testa per seguire il volo di una di esse che sembra dirigersi verso di noi. Come se fosse lei a voler capire chi fossimo, ci passa a cira tre metri di distanza con una grazia nel movimento delle sue ali da fare invidia ad una ballerina classica. La seguo con lo sguardo fino a quando si perde nell’acqua un po’ torbida. Torno a guardare dentro il fosso e adesso vedo soltanto la sabbia illuminata dai raggi del sole. Decidiamo di tornare in barca per non sporcare il ricordo di questa creatura meravigliosa che ancora volteggia dentro la mia mente….








